11.6.06
Forza Ghana!!!
Forza Ghana! Forza Ghana! Forza Ghana!Questi sorridenti ragazzoni del Ghana sono la nostra speranza, il nostro futuro, la nostra salvezza.Se vincono li ospiterò tutti a casa mia, a mie spese, farò una grande festa afrogenovese per celebrare la rinascita del nostro calcio e la sconfitta dei giggirrriva, dei lippizitti.Di quelli foraggiati dagli sponsor che non dicono nienteniente, come mammoletta Del Piero che sta alla Juve da una vita e non ha mai visto nulla. Come Cannavaro, l’avvocato sul campo di Moggi. Come Buffon che scommetteva sulle partite e poi ha pianto.Abbiamo una nazionale che sembra uscita da Regina Coeli, o che forse ci deve entrare. Ma ci sono le eccezioni, e quando mai non ci sono le eccezioni? Ma queste c..o di eccezioni, un Totti a caso, dovevano dare l’esempio e starsene a casa.Questa è la nazionale degli sponsor.Questa è una nazionale figlia legittima e bastarda dello scandalo delle partite truccate, dei bilanci falsi, dei procuratori veri che si aggiravano nei raduni degli azzurri con minacce e lusinghe. E tra i procuratori veri c’è il figlio di Lippi.Ma c..o, Marcello, con tutti i mestieri che ci stanno, proprio quello dovevi fargli fare? E pensi seriamente che non ci sia stato conflitto di interessi con il tuo ruolo di allenatore della nazionale?Dalle dieci pagine di un mese fa sullo scandalo calcio, i giornali sono arrivati ad una, a mezza, a nessuna.Sapete perchè? Credete che si voglia proteggere la nazionale, il clima, i risultati?No, si vogliono tutelare gli interessi degli sponsor che pagano la pubblicità nei giornali, che pagano la pubblicità nelle televisioni, nelle radio.Si vogliono tutelare Sky, la Rai, Publitalia.Se vince l’Italia siamo spacciati, il nostro calcio è morto.Se vogliamo bene all’Italia, al gioco del calcio, a un minimo di onestà, di decenza, dobbiamo gridare: FORZA GHANA!!!Fateli neri i nostri azzurri.
Postato da Beppe Grillo alle 12:01 in Muro del pianto Commenti (906)
Forza Ghana! Forza Ghana! Forza Ghana!Questi sorridenti ragazzoni del Ghana sono la nostra speranza, il nostro futuro, la nostra salvezza.Se vincono li ospiterò tutti a casa mia, a mie spese, farò una grande festa afrogenovese per celebrare la rinascita del nostro calcio e la sconfitta dei giggirrriva, dei lippizitti.Di quelli foraggiati dagli sponsor che non dicono nienteniente, come mammoletta Del Piero che sta alla Juve da una vita e non ha mai visto nulla. Come Cannavaro, l’avvocato sul campo di Moggi. Come Buffon che scommetteva sulle partite e poi ha pianto.Abbiamo una nazionale che sembra uscita da Regina Coeli, o che forse ci deve entrare. Ma ci sono le eccezioni, e quando mai non ci sono le eccezioni? Ma queste c..o di eccezioni, un Totti a caso, dovevano dare l’esempio e starsene a casa.Questa è la nazionale degli sponsor.Questa è una nazionale figlia legittima e bastarda dello scandalo delle partite truccate, dei bilanci falsi, dei procuratori veri che si aggiravano nei raduni degli azzurri con minacce e lusinghe. E tra i procuratori veri c’è il figlio di Lippi.Ma c..o, Marcello, con tutti i mestieri che ci stanno, proprio quello dovevi fargli fare? E pensi seriamente che non ci sia stato conflitto di interessi con il tuo ruolo di allenatore della nazionale?Dalle dieci pagine di un mese fa sullo scandalo calcio, i giornali sono arrivati ad una, a mezza, a nessuna.Sapete perchè? Credete che si voglia proteggere la nazionale, il clima, i risultati?No, si vogliono tutelare gli interessi degli sponsor che pagano la pubblicità nei giornali, che pagano la pubblicità nelle televisioni, nelle radio.Si vogliono tutelare Sky, la Rai, Publitalia.Se vince l’Italia siamo spacciati, il nostro calcio è morto.Se vogliamo bene all’Italia, al gioco del calcio, a un minimo di onestà, di decenza, dobbiamo gridare: FORZA GHANA!!!Fateli neri i nostri azzurri.
Postato da Beppe Grillo alle 12:01 in Muro del pianto Commenti (906)
30.5.06
GUINEA 30/5/2006
CONTÉ ANNUNCIA AMPIO RIMPASTO DI GOVERNO
Il presidente Lansana Conté ha operato un vasto rimpasto di governo e portato a 30 i membri del gabinetto, mentre il suo stato di salute continua a far temere una caotica lotta di potere nell’eventualità di una sua improvvisa uscita di scena. Lo riferiscono i media locali, precisando che i nuovi membri di governo sono tutti fedelissimi di Conté. La stampa presta particolare attenzione alla nomina dell’intimo amico del presidente Kazaliou Baldé, già ministro della Finanza e ambasciatore a Bruxelles, al ministero dell’Industria, del commercio e delle piccole e medie imprese; dell’ex-coordinatrice del Programma di sostegno per le comunità dei villaggi (Pacv), Camara Aminatou Barry a ministro del Turismo, dell’industria alberghiera e dell’artigianato; di Ousmane Sylla, già ministro e rettore dell’Università di Conakry, al dicastero del Settore minerario e geologico; e infine dell’ex-direttrice della Sanità pubblica della capitale, Fatou Siké Camara, ora ministro degli Affari sociali, della promozione della donna e dell’infanzia. I quotidiani locali segnalano anche che Hadja Aissatou Bella Diallo, ex-ministro dell’Informazione, è stato rimpiazzato dall’Amministratore del gruppo della stampa indipendente Aboubacar Sylla e che Moussa Solano, dopo aver lasciato in passato il ministero del Decentramento, è tornato nel governo come ministro dell’Amministrazione del territorio e del decentramento. Non passa inosservato neppure il rientro di Alseny René Gomez, già ministro dell’Amministrazione del territorio e organizzatore delle elezioni presidenziali del 1993, come ministro di Giustizia e guardasigilli. Ma la nomina “decisiva”, secondo fonti vicine alla presidenza, sarebbe quella di Fode Bangoura come ministro per gli Affari presidenziali.
ciao
Tati
Il presidente Lansana Conté ha operato un vasto rimpasto di governo e portato a 30 i membri del gabinetto, mentre il suo stato di salute continua a far temere una caotica lotta di potere nell’eventualità di una sua improvvisa uscita di scena. Lo riferiscono i media locali, precisando che i nuovi membri di governo sono tutti fedelissimi di Conté. La stampa presta particolare attenzione alla nomina dell’intimo amico del presidente Kazaliou Baldé, già ministro della Finanza e ambasciatore a Bruxelles, al ministero dell’Industria, del commercio e delle piccole e medie imprese; dell’ex-coordinatrice del Programma di sostegno per le comunità dei villaggi (Pacv), Camara Aminatou Barry a ministro del Turismo, dell’industria alberghiera e dell’artigianato; di Ousmane Sylla, già ministro e rettore dell’Università di Conakry, al dicastero del Settore minerario e geologico; e infine dell’ex-direttrice della Sanità pubblica della capitale, Fatou Siké Camara, ora ministro degli Affari sociali, della promozione della donna e dell’infanzia. I quotidiani locali segnalano anche che Hadja Aissatou Bella Diallo, ex-ministro dell’Informazione, è stato rimpiazzato dall’Amministratore del gruppo della stampa indipendente Aboubacar Sylla e che Moussa Solano, dopo aver lasciato in passato il ministero del Decentramento, è tornato nel governo come ministro dell’Amministrazione del territorio e del decentramento. Non passa inosservato neppure il rientro di Alseny René Gomez, già ministro dell’Amministrazione del territorio e organizzatore delle elezioni presidenziali del 1993, come ministro di Giustizia e guardasigilli. Ma la nomina “decisiva”, secondo fonti vicine alla presidenza, sarebbe quella di Fode Bangoura come ministro per gli Affari presidenziali.
ciao
Tati
24.5.06
Privatizzare l'acqua:
è il diktat della Banca Mondiale presieduta dal “neoconservatore” USA Paul Wolfowitz, uno dei principali sostenitori della guerra all’Iraq. In un documento dell’istituzione finanziaria internazionale, firmato durante le sessioni del IV Foro Mondiale dell’Acqua, tenuto a Città del Messico dal 16 al 22 marzo scorso, si minaccia il taglio di finanziamenti per i paesi che rifiuteranno di privatizzare i servizi pubblici di acqua potabile e fognature. Il documento è considerato come una minaccia per quelli che volevano scrivere nella dichiarazione finale dell’evento che l’acqua è un diritto umano fondamentale e che gli Stati devono renderlo effettivo. Wolfowitz ha ammonito i presenti ricordando quello che era accaduto in passato con la Repubblica di Guinea. Nel 1999, lo Stato africano non aveva rinnovato un contratto di appalto dei suoi servizi dell’acqua a imprese francesi per cui «vennero congelati gli investimenti nel settore, e la Repubblica di Guinea non potrà contare sui contributi di Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale, che hanno preteso la vendita dei servizi di distribuzione e di riciclo di acqua potabile come condizione per stanziare più aiuti».
17.5.06
DOCUMENTO DEL MOVIMENTO UMANISTA
Gli umanisti sono donne e uomini di questo secolo, di quest'epoca. Individuano nell'umanesimo storico le proprie radici e si ispirano agli apporti delle diverse culture, non solo di quelle che occupano in questo momento una posizione centrale. Sono, inoltre, uomini e donne che si lasciano alle spalle questo secolo e questo millennio e si lanciano verso un nuovo mondo.
Gli umanisti sentono di avere alle spalle una storia molto lunga e davanti a sé un futuro ancora più vasto. Pensano all'avvenire mentre lottano per superare la crisi generale del presente. Sono ottimisti, credono nella libertà e nel progresso sociale.
Gli umanisti sono internazionalisti, aspirano a una nazione umana universale. Hanno una visione globale del mondo in cui vivono e agiscono nel loro ambiente. Non desiderano un mondo uniforme bensì multiforme: multiforme nelle etnie, nelle lingue e nei costumi; multiforme nel luoghi, nelle regioni e nelle autonomie; multiforme nelle idee e nelle aspirazioni; multiforme nelle credenze, nell'ateismo e nella religiosità; multiforme nel lavoro; multiforme nella creatività.
Gli umanisti non vogliono padroni; non vogliono dirigenti né capi, e non si sentono rappresentanti o capi di alcuno. Gli umanisti non vogliono uno Stato centralizzato né uno Stato parallelo che lo sostituisca. Gli umanisti non vogliono eserciti polizieschi né bande armate che ne prendano il posto.
Ma tra le aspirazioni degli umanisti e la realtà del mondo di oggi si è alzato un muro. E' ormai giunto il momento di abbattere questo muro. Per farlo è necessaria l'unione di tutti gli umanisti del mondo.
Gli umanisti sentono di avere alle spalle una storia molto lunga e davanti a sé un futuro ancora più vasto. Pensano all'avvenire mentre lottano per superare la crisi generale del presente. Sono ottimisti, credono nella libertà e nel progresso sociale.
Gli umanisti sono internazionalisti, aspirano a una nazione umana universale. Hanno una visione globale del mondo in cui vivono e agiscono nel loro ambiente. Non desiderano un mondo uniforme bensì multiforme: multiforme nelle etnie, nelle lingue e nei costumi; multiforme nel luoghi, nelle regioni e nelle autonomie; multiforme nelle idee e nelle aspirazioni; multiforme nelle credenze, nell'ateismo e nella religiosità; multiforme nel lavoro; multiforme nella creatività.
Gli umanisti non vogliono padroni; non vogliono dirigenti né capi, e non si sentono rappresentanti o capi di alcuno. Gli umanisti non vogliono uno Stato centralizzato né uno Stato parallelo che lo sostituisca. Gli umanisti non vogliono eserciti polizieschi né bande armate che ne prendano il posto.
Ma tra le aspirazioni degli umanisti e la realtà del mondo di oggi si è alzato un muro. E' ormai giunto il momento di abbattere questo muro. Per farlo è necessaria l'unione di tutti gli umanisti del mondo.
10.5.06
la truffa dei 1000 euro ai bambini extracomunitari
Questa è certamente la prima lettera che ti viene indirizzata. E' il tuo Presidente del Consiglio che a scriverti per porti probabilmente anche la prima domanda della tua vita. Lo sai che la nuova legge finanziaria ti assegna un bonus di 1000,00 (mille/00) euro?I tuoi genitori potranno ritirarli presso l'Ufficio Postale XXX (...) Un grosso bacio Silvio Berlusconi
E' il testo della lettera inviata poco prima delle elezioni a tutti i 600 mila bambini nati nel 2005, fra essi c'erano anche moltissimi bambini extracomunitari (con regolare permesso di soggiorno) che, ovviamente, sono andati in posta a ritirare i soldi.Dopo le elezioni però è arrivata la brutta notizia, pur avendo ricevuto la lettere i figli di extracomunitari non avevano diritto a prendere quei soldi, la clausola sulla nazionalità era scritta in caratteri piccolissimi sul retro della lettera... ora non solo i genitori dei bambini devono restiture subito i 1000 euro con gli interessi, ma rischiano (anche se restituiscono i soldi) una denuncia per falso ideologico e truffa ai danni dello Stato, reati che prevedono fino a 6 anni di carcere e l'espulsione dall'Italia.
E' il testo della lettera inviata poco prima delle elezioni a tutti i 600 mila bambini nati nel 2005, fra essi c'erano anche moltissimi bambini extracomunitari (con regolare permesso di soggiorno) che, ovviamente, sono andati in posta a ritirare i soldi.Dopo le elezioni però è arrivata la brutta notizia, pur avendo ricevuto la lettere i figli di extracomunitari non avevano diritto a prendere quei soldi, la clausola sulla nazionalità era scritta in caratteri piccolissimi sul retro della lettera... ora non solo i genitori dei bambini devono restiture subito i 1000 euro con gli interessi, ma rischiano (anche se restituiscono i soldi) una denuncia per falso ideologico e truffa ai danni dello Stato, reati che prevedono fino a 6 anni di carcere e l'espulsione dall'Italia.
COME AVERE LA BENZINA A META' PREZZO!!!!!!
Dal Blog di Beppe GrilloParte una iniziativa.
Provare non costa nulla.......
COME AVERE LA BENZINA A META' PREZZO!!!!!!
Anche se non hai la macchina, per favore fai circolare il messaggio agli amici.
Benzina a metà Prezzo.......
Diamoci da fare...
Siamo venuti a sapere di un'azione comune per esercitare il nostro Potere nei confronti delle compagnie petrolifere. Si sente dire che la benzina aumenterà ancora fino a 1.50 euro al Litro.
UNITI possiamo far abbassare il prezzo muovendoci insieme, in modo Intelligente e solidale. Ecco come:
La parola d'ordine è "colpire il portafoglio delle compagnie senza Lederci da soli".
Posto che l'idea di non comprare la benzina un determinato giorno ha Fatto ridere le compagnie (sanno benissimo che, per noi, si tratta solo di un pieno.. Differito, perché alla fine ne abbiamo bisogno!), c'è un Sistema che invece li farà ridere pochissimo, purché si agisca in Tanti. I petrolieri e l'OPEC ci hanno condizionati a credere che un prezzo che varia tra 0,95 e 1 euro al litro sia un buon prezzo, ma noi pPossiamo far loro scoprire che un prezzo ragionevole anche per loro é circa la metà. I consumatori possono incidere moltissimo sulle politiche delle Aziende; bisogna usare il potere che abbiamo.
La proposta è che, da qui alla fine dell'anno, non si compri piùBenzina delle due più grosse compagnie, SHELL e ESSO, che peraltro ormai formano una unica compagnia.
Se non venderanno più benzina, saranno obbligate a calare i prezzi. Se queste due compagnie calano i prezzi, le altre dovranno per forza adeguarsi.
Per farcela, però dobbiamo essere milioni di non clienti di Esso e Shell, in tutto il mondo.Questo messaggio, proveniente dalla Francia, è stato inviato a una trentina di persone; se ciascuna di queste aderisce e a sua volta lo trasmette a...diciamo una decina di amici, siamo a trecento.Se questi fanno altrettanto, siamo a 3000, e così via. Di questo passo, quando questo messaggio sarà arrivato alla settima"generazione", avremo raggiunto e informato trenta milioni di Consumatori!
Inviate dunque questo messaggio a dieci persone, chiedendo loro di fare altrettanto. Se tutti sono abbastanza veloci nell'agire, potremmo sensibilizzare circa 300 milioni di persone in otto giorni! E' certo che, ad agire così, non abbiamo niente da perdere, non vi pare?
Coraggio diamoci da fare!
P.S. Copia e incolla questa mail per mantenerla ordinata e permettere una migliore leggibilità
Provare non costa nulla.......
COME AVERE LA BENZINA A META' PREZZO!!!!!!
Anche se non hai la macchina, per favore fai circolare il messaggio agli amici.
Benzina a metà Prezzo.......
Diamoci da fare...
Siamo venuti a sapere di un'azione comune per esercitare il nostro Potere nei confronti delle compagnie petrolifere. Si sente dire che la benzina aumenterà ancora fino a 1.50 euro al Litro.
UNITI possiamo far abbassare il prezzo muovendoci insieme, in modo Intelligente e solidale. Ecco come:
La parola d'ordine è "colpire il portafoglio delle compagnie senza Lederci da soli".
Posto che l'idea di non comprare la benzina un determinato giorno ha Fatto ridere le compagnie (sanno benissimo che, per noi, si tratta solo di un pieno.. Differito, perché alla fine ne abbiamo bisogno!), c'è un Sistema che invece li farà ridere pochissimo, purché si agisca in Tanti. I petrolieri e l'OPEC ci hanno condizionati a credere che un prezzo che varia tra 0,95 e 1 euro al litro sia un buon prezzo, ma noi pPossiamo far loro scoprire che un prezzo ragionevole anche per loro é circa la metà. I consumatori possono incidere moltissimo sulle politiche delle Aziende; bisogna usare il potere che abbiamo.
La proposta è che, da qui alla fine dell'anno, non si compri piùBenzina delle due più grosse compagnie, SHELL e ESSO, che peraltro ormai formano una unica compagnia.
Se non venderanno più benzina, saranno obbligate a calare i prezzi. Se queste due compagnie calano i prezzi, le altre dovranno per forza adeguarsi.
Per farcela, però dobbiamo essere milioni di non clienti di Esso e Shell, in tutto il mondo.Questo messaggio, proveniente dalla Francia, è stato inviato a una trentina di persone; se ciascuna di queste aderisce e a sua volta lo trasmette a...diciamo una decina di amici, siamo a trecento.Se questi fanno altrettanto, siamo a 3000, e così via. Di questo passo, quando questo messaggio sarà arrivato alla settima"generazione", avremo raggiunto e informato trenta milioni di Consumatori!
Inviate dunque questo messaggio a dieci persone, chiedendo loro di fare altrettanto. Se tutti sono abbastanza veloci nell'agire, potremmo sensibilizzare circa 300 milioni di persone in otto giorni! E' certo che, ad agire così, non abbiamo niente da perdere, non vi pare?
Coraggio diamoci da fare!
P.S. Copia e incolla questa mail per mantenerla ordinata e permettere una migliore leggibilità
4.5.06
PRIMER FORO HUMANISTA EUROPEO
Lisboa - 3, 4 y 5 de Noviembre 2006
La situación mundial que vivimos es paradójica: Por un lado, los intentos de liderar el mundo valiéndose del poder militar y económico junto con el terrorismo fanático usado por estados y facciones ahondan la brecha entre civilizaciones y culturas. El expolio de las fuentes de energía, la violencia económica de un sistema neoliberal que ha fracasado y produce desigualdad creciente y las migraciones de millones de desesperados hacia los países del Norte son parte del mismo problema.
El conflicto es aún más peligroso porque se da entre grupos humanos que a menudo conviven en el mismo suelo y se necesitan mutuamente. Es claro que quienes tienen poder económico y político invierten en medios de comunicación para justificarse o desviar la atención del problema de fondo: el fracaso del sistema.
Por otro lado, la voz de millones de personas de todas latitudes que reclamamos un mundo de posibilidades para todos está creciendo velozmente. El rechazo a la guerra y al terrorismo, el desprecio a los mandatarios que se reúnen ya casi en la clandestinidad, la aparición de alternativas de gobierno (como en Latinoamérica) no previstas en el guión de los poderosos son señales puntuales y significativas. Pero más allá de los focos de los medios de comunicación, está el trabajo humilde de incontables voluntarios, en distintas organizaciones sociales de todo tipo, capaces de ocuparse de las necesidades de otros y reconstruir el tejido social, capaces de actuar con permanencia y autonomía.
En esta amplia base social, hoy se multiplican los encuentros y la convergencia porque experimentamos la necesidad de unir fuerzas y de inspirarnos mutuamente.
Foro Humanista Europeo de Lisboa: Su objetivo es crear ámbitos de confluencia, intercambio, discusión y proyección. De ahí la convocatoria al Foro Humanista Europeo. Un intento más para que el encuentro de lo diverso y la intuición del futuro aclaren el camino y se conviertan en proyectos… y en presión sobre los que hoy deciden los destinos de todos.
Actividades: Será un Foro abierto a las diversas actividades de los campos cultural, social, artístico, educativo, etc. tanto a personas como a asociaciones y colectivos.
Entre otras, se trabajarán estas áreas temáticas: 1. Salud; 2. Educación; 3. Derechos humanos; 4. Antidiscriminación; 5. Etnias y culturas; 6. Ciencia y tecnología; 7. Ecología; 8. Arte y expresiones populares; 9. Religiosidad; 10. Agrupaciones sociales de base; 11. Partidos políticos; 12. Movimientos alternativos; 13. Economías alternativas; 14. Paz y no violencia; 15. Migraciones y cooperación internacional.
Convocatoria: A organizaciones sociales, partidos, y personas conscientes de la necesidad de cambiar profundamente el mundo, y de la necesidad de nuevas vías para hacerlo. Queremos dejar atrás la barbarie neoliberal y la violencia para construir un mundo diverso en que el progreso sea para todos.
Dónde: En la Universidad Clásica de Lisboa - Ciudad Universitaria – Portugal. La universidad está situada en el centro de la ciudad, junto a una estación de metro.
Cuándo: Los días 3, 4 y 5 de Noviembre de 2006 (viernes, sábado y domingo)
La situación mundial que vivimos es paradójica: Por un lado, los intentos de liderar el mundo valiéndose del poder militar y económico junto con el terrorismo fanático usado por estados y facciones ahondan la brecha entre civilizaciones y culturas. El expolio de las fuentes de energía, la violencia económica de un sistema neoliberal que ha fracasado y produce desigualdad creciente y las migraciones de millones de desesperados hacia los países del Norte son parte del mismo problema.
El conflicto es aún más peligroso porque se da entre grupos humanos que a menudo conviven en el mismo suelo y se necesitan mutuamente. Es claro que quienes tienen poder económico y político invierten en medios de comunicación para justificarse o desviar la atención del problema de fondo: el fracaso del sistema.
Por otro lado, la voz de millones de personas de todas latitudes que reclamamos un mundo de posibilidades para todos está creciendo velozmente. El rechazo a la guerra y al terrorismo, el desprecio a los mandatarios que se reúnen ya casi en la clandestinidad, la aparición de alternativas de gobierno (como en Latinoamérica) no previstas en el guión de los poderosos son señales puntuales y significativas. Pero más allá de los focos de los medios de comunicación, está el trabajo humilde de incontables voluntarios, en distintas organizaciones sociales de todo tipo, capaces de ocuparse de las necesidades de otros y reconstruir el tejido social, capaces de actuar con permanencia y autonomía.
En esta amplia base social, hoy se multiplican los encuentros y la convergencia porque experimentamos la necesidad de unir fuerzas y de inspirarnos mutuamente.
Foro Humanista Europeo de Lisboa: Su objetivo es crear ámbitos de confluencia, intercambio, discusión y proyección. De ahí la convocatoria al Foro Humanista Europeo. Un intento más para que el encuentro de lo diverso y la intuición del futuro aclaren el camino y se conviertan en proyectos… y en presión sobre los que hoy deciden los destinos de todos.
Actividades: Será un Foro abierto a las diversas actividades de los campos cultural, social, artístico, educativo, etc. tanto a personas como a asociaciones y colectivos.
Entre otras, se trabajarán estas áreas temáticas: 1. Salud; 2. Educación; 3. Derechos humanos; 4. Antidiscriminación; 5. Etnias y culturas; 6. Ciencia y tecnología; 7. Ecología; 8. Arte y expresiones populares; 9. Religiosidad; 10. Agrupaciones sociales de base; 11. Partidos políticos; 12. Movimientos alternativos; 13. Economías alternativas; 14. Paz y no violencia; 15. Migraciones y cooperación internacional.
Convocatoria: A organizaciones sociales, partidos, y personas conscientes de la necesidad de cambiar profundamente el mundo, y de la necesidad de nuevas vías para hacerlo. Queremos dejar atrás la barbarie neoliberal y la violencia para construir un mundo diverso en que el progreso sea para todos.
Dónde: En la Universidad Clásica de Lisboa - Ciudad Universitaria – Portugal. La universidad está situada en el centro de la ciudad, junto a una estación de metro.
Cuándo: Los días 3, 4 y 5 de Noviembre de 2006 (viernes, sábado y domingo)
28.4.06
Carabinieri x la pace: via dall'Iraq subito!
L’Iraq a pezzi. "La tristezza per la strage di oggi conferma quello che diciamo da tre anni a questa parte: via dall'Iraq! Questa non è una missione di pace". Il maresciallo Ernesto Pallotta, punto di riferimento del movimento Carabinieri per la pace e animatore del Giornale dei Carabinieri, raggiunto telefonicamente, trattiene a stento la rabbia e l'amarezza per la morte di due commilitoni e dell'ufficiale dell'esercito italiano.
"Sia la destra che la sinistra hanno più volte dichiarato che il contingente italiano lascerà l'Iraq", continua Pallotta, "la differenza è che la destra aveva parlato di fine anno, mentre la sinistra è divisa tra una parte che vuole un ritiro immediato e una parte che vuole un ritiro più calendarizzato. Questa ultima tragedia ha rafforzato in noi dell'associazione Carabinieri per la pace la necessità di un ritiro immediato!". E' strano che un militare come il maresciallo Pallotta parli di ritiro immediato, visto e considerato che tutti i fautori del ritiro 'graduale' dall'Iraq parlano di problemi logistici e tempi tecnici. "E' normale che esistano delle procedure da seguire in casi come questo", spiega il maresciallo dei Carabinieri, "ma nulla che non sia superabile in un mese al massimo. Pensi a Zapatero: il contingente spagnolo ha smobilitato in una settimana!". Ma come mai lei ritiene che il ritiro sia un'urgenza impellente? Solo per la sicurezza dei militari? "Io credo che non ci siano e non ci sono mai stati i presupposti per una missione di pace", conclude Pallotta, "i militari italiani e degli altri contingenti sono impossibilitati a proteggere se stessi, figurarsi in che modo possono proteggere la popolazione civile irachena.Non si può lavorare neanche alla formazione di una polizia o di un esercito iracheno, perchè mancano le condizioni per operare. L'Iraq è un Paese che sta scivolando verso una guerra civile e, paradossalmente, credo che il ritiro delle truppe straniere possa agevolare la ripresa di un dialogo nazionale visto che il loro arrivo ha alimentato il terrorismo".
Christian Elia
http://www.peacereporter.net
"Sia la destra che la sinistra hanno più volte dichiarato che il contingente italiano lascerà l'Iraq", continua Pallotta, "la differenza è che la destra aveva parlato di fine anno, mentre la sinistra è divisa tra una parte che vuole un ritiro immediato e una parte che vuole un ritiro più calendarizzato. Questa ultima tragedia ha rafforzato in noi dell'associazione Carabinieri per la pace la necessità di un ritiro immediato!". E' strano che un militare come il maresciallo Pallotta parli di ritiro immediato, visto e considerato che tutti i fautori del ritiro 'graduale' dall'Iraq parlano di problemi logistici e tempi tecnici. "E' normale che esistano delle procedure da seguire in casi come questo", spiega il maresciallo dei Carabinieri, "ma nulla che non sia superabile in un mese al massimo. Pensi a Zapatero: il contingente spagnolo ha smobilitato in una settimana!". Ma come mai lei ritiene che il ritiro sia un'urgenza impellente? Solo per la sicurezza dei militari? "Io credo che non ci siano e non ci sono mai stati i presupposti per una missione di pace", conclude Pallotta, "i militari italiani e degli altri contingenti sono impossibilitati a proteggere se stessi, figurarsi in che modo possono proteggere la popolazione civile irachena.Non si può lavorare neanche alla formazione di una polizia o di un esercito iracheno, perchè mancano le condizioni per operare. L'Iraq è un Paese che sta scivolando verso una guerra civile e, paradossalmente, credo che il ritiro delle truppe straniere possa agevolare la ripresa di un dialogo nazionale visto che il loro arrivo ha alimentato il terrorismo".
Christian Elia
http://www.peacereporter.net
Buon primo maggio!
Tratto dal dizionario del Nuovo Umanesimo
http://www.umanisti.it/dizionario/
Ozio
(dal lat. otium che presso i Romani era il tempo libero dalla politica e dagli affari, l'opposto del negotium, da dedicarsi alla cura dei campi o agli studi)
Divagazione o impegno rilassato, in particolare in opere d'ingegno, che forma e sviluppa la personalità umana. Si tratta del tempo libero dalla produzione di beni materiali indispensabili alla sopravvivenza. Nell'ozio non si include il tempo usato per il lavoro, per i trasporti, per le cure personali, per le faccende domestiche e per il sonno. L'ozio comprende il tempo che si usa per soddisfare diversi interessi personali, quali il divertimento, lo sport, il gioco, l'arte, la comunicazione sociale, la lettura, il turismo, il fai-da-te e altri hobby. Si distingue l'ozio attivo, quello in cui qualcuno svolge un'attività creativa che gli consente di sviluppare in modo multiforme le proprie capacità, dall'ozio passivo, legato al consumo di beni culturali creati da altri. Ma quest'ultima forma contribuisce anch’essa alla formazione della personalità e alla sua socializzazione. Tuttavia, con il sorgere dell'industria dell'ozio e con la cosiddetta “cultura di massa”, i valori culturali vengono sostituiti da diversi surrogati che disumanizzano la vita, deformano la personalità e sminuiscono il livello culturale della società. Il Nuovo Umanesimo ritiene necessario aumentare il volume dell'ozio, colmando il tempo libero di attività creative, innalzando il livello culturale, il riposo e il divertimento. Il problema dell'umanizzazione dell'ozio e dell'elevazione del suo contenuto è uno dei compiti essenziali delle attuali generazioni.
http://www.umanisti.it/dizionario/
Ozio
(dal lat. otium che presso i Romani era il tempo libero dalla politica e dagli affari, l'opposto del negotium, da dedicarsi alla cura dei campi o agli studi)
Divagazione o impegno rilassato, in particolare in opere d'ingegno, che forma e sviluppa la personalità umana. Si tratta del tempo libero dalla produzione di beni materiali indispensabili alla sopravvivenza. Nell'ozio non si include il tempo usato per il lavoro, per i trasporti, per le cure personali, per le faccende domestiche e per il sonno. L'ozio comprende il tempo che si usa per soddisfare diversi interessi personali, quali il divertimento, lo sport, il gioco, l'arte, la comunicazione sociale, la lettura, il turismo, il fai-da-te e altri hobby. Si distingue l'ozio attivo, quello in cui qualcuno svolge un'attività creativa che gli consente di sviluppare in modo multiforme le proprie capacità, dall'ozio passivo, legato al consumo di beni culturali creati da altri. Ma quest'ultima forma contribuisce anch’essa alla formazione della personalità e alla sua socializzazione. Tuttavia, con il sorgere dell'industria dell'ozio e con la cosiddetta “cultura di massa”, i valori culturali vengono sostituiti da diversi surrogati che disumanizzano la vita, deformano la personalità e sminuiscono il livello culturale della società. Il Nuovo Umanesimo ritiene necessario aumentare il volume dell'ozio, colmando il tempo libero di attività creative, innalzando il livello culturale, il riposo e il divertimento. Il problema dell'umanizzazione dell'ozio e dell'elevazione del suo contenuto è uno dei compiti essenziali delle attuali generazioni.
Calendari e appuntamenti!
Riunioni:
martedì ore 21:30 andrea.curatolo@fastwebnet.it, isabel.tc@alice.it
mercoledì ore 20:00 sandro.curatolo@fastwebnet.it, donatella.marras@fastwebnet.it
Corsi:
Francese x l'Africa: giovedì ore 20:00 con Anthony McGonigle
Cineforum:
dom 30 aprile ore 21:00 American Dream X a cura di Valentina
Maggio a cura di Cocco
tema "dittature al potere, il potere delle dittature"
dom 7 maggio ore 21:00 Sciopero di Eisenstein
dom 14 " " Farenheit 451 Truffaut
dom 21 " " Terra e Liberta' Loach
dom 27 " " Prima che sia notte
Banchetti informativi:
giovedì 4 maggio dalle 17:00 in poi
proiezioni video a via degli equi, 25
martedì ore 21:30 andrea.curatolo@fastwebnet.it, isabel.tc@alice.it
mercoledì ore 20:00 sandro.curatolo@fastwebnet.it, donatella.marras@fastwebnet.it
Corsi:
Francese x l'Africa: giovedì ore 20:00 con Anthony McGonigle
Cineforum:
dom 30 aprile ore 21:00 American Dream X a cura di Valentina
Maggio a cura di Cocco
tema "dittature al potere, il potere delle dittature"
dom 7 maggio ore 21:00 Sciopero di Eisenstein
dom 14 " " Farenheit 451 Truffaut
dom 21 " " Terra e Liberta' Loach
dom 27 " " Prima che sia notte
Banchetti informativi:
giovedì 4 maggio dalle 17:00 in poi
proiezioni video a via degli equi, 25